Racconta la tua storia

Io ho raccontato un po’ di me in queste pagine.
Racconta la tua storia, se vuoi.

16 Commenti a “Racconta la tua storia”

  1. Francesca scrive:

    Ciao Cesare, la mia vita è un granellino di sabbia, leggero e minuscolo di fronte al tuo Himalaya. Grazie per averci affidato il compito di parlarne e di aver accolto il nostro entusiasmo nel farlo!

  2. Valentina scrive:

    Ciao Cesare, ho visto “Un inguaribile amore” alla rassegna di cortometraggi e documentari EuganeaMovieMovement, a cui dò il mio aiuto come volontaria, e l’ho trovato una bellissima testimonianza dell’amore tra te e Stefania … Continuate a vivere con dignità e coraggio come avete fatto finora !!! Un abbraccio.

  3. isa scrive:

    Ciao,
    vi ho conosciuti tanti anni fa al tempo del progetto ISI, all’ Olivetti a MIlano in V Lorenteggio…
    forse non vi ricordate di me lavoravo con Claudio Vono e Rosalba …

  4. isa scrive:

    continuo … non importa chi sono e se vi ricordate … conta chi siete voi: un esempio, forse fra tanti, ma sicuramente un GRANDE esempio d’amore, di forza, di unità, di coraggio, di costanza che ci insegnerà a ridisegnare la scala dei valori della vita quotidiana. GRAZIE e non MOLLATE MAI.

  5. Pierfranco Borgotallo scrive:

    Carissimi Stefania e Cesare,
    Oggi ho letto su ‘Libero’ della Vs. conferenza stampa. Non ho nulla da dire se non porgere umilmente la mia povertà ed ammirare il vostro coraggio e la vostra dignità. Non aggiugno altro, un abbraccio. Se il mio nulla potrà essere d’aiuto : eccomi!
    Franco

  6. Edoardo Cagol scrive:

    Ciao Cesare,
    questa sera leggendo il tuo sito mi sono sentito la persona più meschina di questo mondo! Ti chiedi il perché?

    Perchè nonostante io per fortuna stia bene, abbia una vita normale ho il coraggio di LAMENTARMI e talvolta mi chiedo anche chi cavolo ci ha messo al mondo per correre e per stressarci quotidianamente?
    Ma come posso solo pensare certe cose quando altri come te amano la vita nonostante appunto queste difficoltà che io non riesco nemmeno ad immaginare?

    Ciao Cesare… grazie per aver risvegliato in me queste riflessioni… e avermi fatto capire quanto sono “ricco” !!!

    Edoardo

  7. lara scrive:

    vorrei poter inviare un messaggio di mia madre a te ed a tua moglie, in quanto (io) figlia e (mia madre) moglie di un uomo affetto da sla da più di 5 anni, ma non riesco a farlo xchè il tuo server non riceve. Se gradisci poter comunicare con noi fammelo sapere tramite i commenti e …. cerca di trovare una soluzione. Ti ringrazio per ciò che hai creato su internet

  8. chiara scrive:

    ciao Cesare,
    sono una ragazza che conosce bene i problemi di un ammalato di SLA. mio papà è stato affetto da questa bruttissima malattia…so cosa vuol dire affrontare tutto questo da soli perchè eravamo solo io e mia mamma ad occuparcene e ,come lei, abbiamo sempre pensato che il miglior modo per poter “stare un po’ meglio” è quello di far rimanere mio padre a CASA, con la sua famiglia e le persone che gli vogliono veramente bene anche se questo comporta tanti e ancora tanti sacrifici..ma questo è niente in confronto alla possibilità di dare all’ammalato un po’ di sollievo. L’ammiro molto in quanto vedo in lei una forza talmente grande che non tutti hanno, soprattutto in certe condizioni fisiche… l’unica cosa che posso dire è quella di non perdere la voglia di continuare a vivere!
    Chiara

  9. riccardo scrive:

    ehilà cè!
    ti voglio bene
    ric

  10. orietta scrive:

    Ciao Cesare,sono Orietta da Lecce,
    mio padre è ammalato di sla da 4 anni..
    Volevo farti i complimenti per il tuo blog.
    Hai gli stessi occhi dolci di mio padre…
    sei un grande!!!!!!!!!!!
    un bacio ori

  11. Mario ariosto scrive:

    Ciao Cesare Ciao Stefania, ho 52 anni esattamente un’anno fà mi hanno diagnosticato, la sla, potete immagginare benissimo come mi posso sentire, ancora per fortuna ( se così si può dire) la malattia mi ha colpito solo la mano destra e l’avanbraccio, e ancora lavoro, ma il pensiero corre veloce e spesso mi butto giù di morale. Grazie per il vostro coraggio la forza, l’amore e la fede che avete nell’affrontare il tutto, e se le cose dovessero peggiorare spero di essere alla vostra altezza , anche se non vi conosco vi mando un bacione ciao

  12. MARIA scrive:

    CIAO CESARE MIO MARITO E’NELLE TUE STESSE CONDIZIONI DA CIRCA 18 MESI E SI TROVA A CASA ASSISTITO 24 ORE SU 24 DA ME E DAI MIEI FIGLI . NOI SIAMO CONVINTI CHE LUI HA UNA GRAN VOGLIA DI VIVERE PROPRIO COME TE MA A VOLTE HO IL TERRORE CHE LUI POSSA MOLLARE PERCHE’ DA SEI MESI NON RIESCE PIU AD APRIRE E MUOVERE GLI OCCHI E QUINDI ABBIAMO PERSO OGNI CONTATTO CON LUI ANCHE SE NOI CONTINUIAMO A PARLARGLI HO PAURA CHE ……. VOGLIO DIRTI CHE TI AMMIRO MOLTO E CHE TI SONO VICINA CON IL CUORE NON MOLLARE MAI .TI SALUTO UN ABBRACCIO FORTE X TE E STEFANIA

  13. graziella scrive:

    Spero che un giorno questo sarà solo un brutto ricordo,un abbraccio

  14. sergio scrive:

    Ciao sono sempre. Io,
    Ormai avrai imparato a sopportarmi? !!!
    La mia storia te la racconterò di persona, a puntate, come i romanzi televisivi degli anni 60, intanto ti dico solo una cosa, oggi ho ricevuto una telefonata ed un invito che mi hanno dato un po’ di felicità. Questo a dimostrare che a volte, non spesso, la vita ti sorprende sempre e, nei momenti in cui meno te lo aspetti, ti riserva anche delle piccole gioie.
    Grazie tu sai per cosa!

  15. sergio scrive:

    Ciao Cesare, ciao Stefania,
    Vi ho detto che una delle mie passioni è la musica, tutta.
    Ma c’è un genere musicale che mi piace particolarmente, non tanto per la melodia o la musicalità, ma per le parole e gli argomenti trattati.
    E’ quella dei cantautori, non tutti, ma le canzoni di quelli che non sono fatte solo per divertire, ma soprattutto per pensare, le canzoni osteggiate, quelle che il successo lo hanno ottenuto solo dopo tanti “sacrifici” ( inteso come barriere ed opposizioni da parte dei media e della critica ben pensante), censurate, maltrattate perché trattano argomenti scomodi, contrari al potere, contrari a tutti i poteri, le canzoni degli ultimi, quelli invisibili, che i media classificano di nicchia,??? ( poveri idioti, cosa sono costretti a dire per giustificare cose ingiustificabili e coprire gli orrori), quelle che poi vengono scoperte dopo anni e celebrate nei ricordi, come i santi e gli eroi.
    Vedete anche Voi che si ripresenta quello che avevo scritto sulle similitudini comportamentali dei poteri.
    Allora vorrei ricordare il Cantautore più rappresentativo, quello che con le sue canzoni è stato più vicino agli ultimi, che è mancato troppo presto, quello che io a volte non posso ascoltare più di tanto perché mi rende triste, ma che apprezzo in ogni sua canzone, quello che fa pensare, che con le sue canzoni ti mette davanti alla dura realtà ed a tutte le sue contraddizioni, quello che dicono era troppo avanti rispetto ai tempi e per questo non era capito da tutti, ma certamente mal sopportato dal potere.
    Dovrò sentire le celebrazioni dei telegiornali che con frasi di circostanza e con enfasi ricorderanno De André e le sue canzoni, magari di qualche esperto appartenente alla critica musicale, quella critica che, come sempre accade per chi propone argomenti diversi e scomodi, per anni lo ha maltrattato,
    Vedi qui, anche senza volerlo, si ripropone un’altra similitudine, quella con la storia di Stefania (la sua lotta contro le istituzioni per fare ed ottenere ciò in cui crede, cose diverse e scomode).
    Va bene, penso possa bastare, se chi legge vuol capire e riesce a farlo, dovrebbe già esserci riuscito, aggiungere altro sarebbe inutile e superfluo, io posso solo ricordare e porgere un saluto a:

    FABRIZIO DE ANDRE’.

  16. sergio scrive:

    Ciao Cesare, ciao Stefania,

    Nel commento precedente ho scritto tra l’altro:

    Dovrò sentire le celebrazioni dei telegiornali che con frasi di circostanza e con enfasi ricorderanno De André e le sue canzoni, magari di qualche esperto appartenente alla critica musicale, quella critica che, come sempre accade per chi propone argomenti diversi e scomodi, per anni lo ha maltrattato.

    Devo dire che lo speciale di“ Che Tempo Che Fa’”, dedicato a Fabrizio De André, con Dori Ghezzi presente in studio, ha fatto eccezione e mi è piaciuto molto. Non ho sentito tra gli intervenuti a ricordare Fabrizio, né retorica, né enfasi, ma soltanto molta commozione, sincerità ed il piacere di ricordare, con le sue canzoni, una persona veramente semplice e speciale, un uomo, che pur appartenendo alla “società bene”, era nel profondo del cuore vicino agli ultimi, anche nel modo di vivere, ( ascoltate: “Amico Fragile” e come è stato scritto). Trovo quindi giusto riconoscere che a volte, rarissimamente, ci sono sprazzi di buona informazione televisiva e che quando questo si verifica, è importante che siano “pubblicizzati”.
    Come si notano le differenze tra le trasmissioni ipocrite e futili, fatte unicamente per l’odiens, tutte preparate, che mancano di spontaneità e contenuti, o peggio, di alcuni “ telegiornali” che non sono degni nemmeno di dare notizie su De Andrè, che sicuramente, se fosse ancora vivo, certamente non accetterebbe non solo un’intervista, ma nemmeno di apparire.
    I nostri media si sono sempre più allontanati dal pensiero e dalla filosofia di vita di Fabrizio e il divario è ormai diventato veramente infinito.
    Le sue canzoni contro il consumismo, i poteri e a difesa degli ultimi e gli emarginati sono, a distanza di vent’anni, sempre più attuali.
    Direi, a chi legge questa mail, di ascoltare una canzone per tutte“ I Dieci Comandamenti”,
    In poche righe sono trattate tutte le contraddizioni della nostra società, dei poteri forti e degli uomini “ per bene” e del loro modo di interpretare l’etica della vita.
    Mi piacerebbe che la nostra informazione concedesse un millesimo dello spazio che dedica alle partenze intelligenti, ai sederi dei vari personaggi, all’ultima avventura della “bellona siliconata” di turno, alla neve che cade durante l’inverno, al sole che picchia forte durante l’estate, alle lacrime dei personaggi ( pagati profumatamente) delle varie isole, talpe, fattorie, che si trovano di fronte a difficoltà veramente “insormontabili” e che non riescono più a sopravvivere, si potrebbe riempire un volume intero di cazzate trattate dai media, dicevo dedicasse un po’ di tempo a coloro che i problemi li hanno davvero e che li affrontano in solitudine, tra mille difficoltà, praticamente senza aiuti, senza dare spettacolo e soprattutto che i giornali e le televisioni non lo facessero per scoop, sensazionalismo o per l’odiens, ma per sollevare e risolvere i problemi, insomma per muovere le coscienze delle persone.
    Un sogno, forse, ma fino a che qualcuno arriverà a sognare un’utopia sarà sempre vivo.
    La cosa peggiore è che stanno ormai cercando di uccidere anche i sogni e che ci stanno riuscendo!!!

    Un abbraccio a presto.

    PS la scrivo anche in rassegna stampa.

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