Fondazione Cariplo:12 milioni per finanziare piattaforme tecnologiche in Lombardia
Sono sei i progetti di ricerca biomedica per realizzare in Lombardia altrettante piattaforme tecnologiche, che saranno finanziati con 12 milioni di euro dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto NOBEL, promosso su indicazione del professor Renato Dulbecco. Sono quelli diretti da Elena Cattaneo (universita’ di Milano), Roberto Sitia e Giampaolo Merlini (San Raffaele di Milano e San Matteo di Pavia), Silvano Riva (CNR di Roma), Ileana Zucchi (CNR), Alberto Mantovani (Fondazione Humanitas) e Paolo Vezzoni (CNR Milano).
La proclamazione e’ avvenuta nel corso di una cerimonia tenutasi a Milano il 31 gennaio. L’idea originale e’ quella di finanziare non tanto un singolo progetto di ricerca, ma la nascita di ‘piattaforme tecnologiche’ in ambito biomedico, strutture cioe’ che siano di aiuto e possano essere utilizzate dalla comunita’ scientifica lombarda per portare avanti le proprie ricerche. Una iniziativa che si chiama proprio N.O.B.E.L., ma come acronimo di ‘Network Operativo per la Biomedicina di Eccellenza in Lombardia’.
“Con il Progetto NOBEL -ha spiegato infatti l’avvocato Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo- abbiamo aperto una nuova frontiera nella modalita’ di erogazione e, quindi, nel fare ricerca. Una delle prerogative del bando era che i ricercatori facessero sinergia. Sappiamo bene che tutto il sistema della ricerca, non solo a livello regionale, trarra’ da questa esperienza innovativa un grande beneficio in termini di potenziamento della produzione scientifica in ambito medico”.
E Renato Dulbecco, non presente alla cerimonia, se non con una intervista trasmessa in video, ha dato il suo imprimatur alla scelta della giuria: “I progetti premiati oggi sono il frutto del lavoro di scienziati di grande valore e sono stati selezionati attentamente da un comitato scientifico di altissimo profilo sulla base di criteri meritocratici, cosa che posso dire avendo presieduto in qualita’ di ‘osservatore’, i processi di selezione”. L’idea “e’ stata quella di puntare alla qualita’ degli scienziati e costruire piattaforme tecnologiche utili non a un singolo gruppo di ricercatori, ma a piu’ studiosi capaci di mettere in comune le proprie competenze, professionalita’ e intuizioni, come accade ad esempio negli Stati Uniti”. Nelle sue intenzioni il Progetto Nobel vuole favorire i giovani: “Senza di loro non si puo’ fare ricerca. Molti giovani avviano esperienze formative all’estero dopo la laurea; credo che sia giusto, serve ad aprire la mente. Ma poi sarebbe bello farli rientrare. La domanda e’ questa: ci sono le condizioni per rientrare in Italia? Oggi anche grazie a Progetto Nobel ci sono nuove prospettive, un nuovo futuro si sta delineando”.
Il progetto che ha come responsabile scientifico Ileana Zucchi, cui vanno 3,3 milioni di euro, ha l’obiettivo di generare sistemi-modello di tumori umani, per confermare i recenti studi sulle cellule staminali tumorali. Quello di Silvano Riva, cui vanno 924 mila euro, ha l’obiettivo di identificare le interazioni di particolari geni coinvolti nello sviluppo di malattie genetiche. Con questa piattaforma sara’ possibile anche progettare nuove molecole capaci di eliminare selettivamente le cellule tumorali. Il progetto di Paolo Vezzoni, cui va 1 milione di euro, ha come obiettivo assicurare la disponibilita’ di tecnologie e competenze per la produzione e l’ utilizzo di modelli animali per sperimentare la terapia cellulare e genica di malattie umane. Questa piattaforma sara’ attiva anche nella formazione di giovani scienziati. La piattaforma proposta da Roberto Sitia e Giampaolo Merlini, cui andranno 3,5 milioni si propone di studiare malattie degenerative come Alzheimer, Parkinson identificando i geni coinvolti nella progressione di queste patologie, nuovi bersagli per una diagnosi precoce e per un approccio terapeutico efficace. Quella proposta da Elena Cattaneo, cui andra’ 1 milione, ha lo scopo di utilizzare le potenzialita’ dei modelli animali di topo per studiare le cellule staminali neuronali. Questa realizzazione permettera’ di fornire agli scienziati un modello di staminali ottimizzato per le analisi sul dna. Infine, il progetto di Alberto Mantovani, cui andranno 2 milioni, ha l’obiettivo di esplorare il funzionamento del sistema immunitario innato attraverso lo studio dei geni.
Da: ADUC Notiziario Cellule Staminali
Anno V Numero 106 del 3 Febbraio 2006