Il litio rallenta la progressione della sclerosi laterale amiotrofica

La somministrazione di litio, farmaco utilizzato nel trattamento del disturbo bipolare, rallenta significativamente la progressione della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). È quanto afferma un importante studio condotto da ricercatori italiani, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences. La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Attualmente non esiste una cura per la malattia e per tentare di arginarne l’evolversi è disponibile un solo farmaco: il riluzolo. Lo studio che ha visto la collaborazione dell’Università di Pisa, l’Istituto Neurologico Mediterraneo di Pozzilli, l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e l’Università di Novara, ha evidenziato il ruolo che riveste nella SLA il processo di autofagia cellulare, meccanismo che permette di eliminare le cellule colpite da agenti patogeni come i batteri o le proteine mutate che sono alla base di molte patologie neurodegenerative. La ricerca ha dimostrato che il litio, in dose giornaliera, ha la capacità, non solo di indurre l’autofagia, ma anche di stimolare la formazione di nuovi neuroni, diminuire la dannosa attivazione delle cellule gliali e ridurre la presenza di agglomerati proteici, molto tossici per le cellule nervose.

Bibliografia. Paparelli A, Fornai F, Longone P, et al. Lithium delays progression of amyotrophic lateral sclerosis. PNAS 2008; 105: 2052-2057.

Studio Pubblicato su PNAS

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