Mina Welby: necessaria legge sul testamento biologico

‘Ogni persona ha una propria concezione di dignita’ personale. C’e’ chi non sopporterebbe mai di rimanere per anni immobile in un letto ed essere accudito in tutto. E c’e’ invece chi vorrebbe vivere comunque, anche se in stato vegetativo. E c’e’ chi non lo vorrebbe mai. Come non voler rispettare la volonta’ di queste persone?’ Lo chiede Mina Welby, vedova di Piergiorgio, nel suo intervento scritto alla tavola rotonda ‘Serve o non serve una legge sul testamento biologico?’, all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Il suo intervento e’ stato letto da un’altra donna, Stefania Bastianello, il cui marito Cesare Scoccimarro, milanese di 47 anni, affetto da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) dal 1993, si trova in condizioni simili a quelle che diedero notorieta’ al ‘caso Welby’. Per Mina, come per Stefania che ne condivide la posizione, ‘una legge che riguarda le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari, o testamento biologico, serve’. ‘Nessuno puo’ atteggiarsi a creatore della vita altrui. Piergiorgio ha fatto della sua sofferenza dei nove anni, vissuti per forza, assistito da una ventilazione artificiale e con mille difficolta’, mascherate con ironia e spirito battagliero, uno strumento per una battaglia politica. Lui voleva una legge sul testamento biologico e voleva una legge sull’eutanasia. Due cose differenti ma necessarie per estirpare le eutanasie clandestine negli ospedali e nelle case degli italiani, richieste o, il piu’ delle volte non richieste dal malato stesso’.

Da: ADUC Notiziario Cellule Staminali

14 Aprile 2008

2 Commenti a “Mina Welby: necessaria legge sul testamento biologico”

  1. sergio scrive:

    Un angoscioso sospirone anche oggi all’apertura del giornale e il nodo in gola si ripresenta.

    Mi ritrovo ancora a leggere di Englaro, della sua battaglia, del calvario suo e della sua Eluana.
    E’ diventato ormai il famoso caso dal quale dipende l’avvenire di una legge, l’ultima trincea prima che il nemico sia battuto o solo piegato; e l’ultimo assalto sarà un corpo a corpo, all’arma bianca, il più terribile, una battaglia tra i poteri forti, quello politico, quello della magistratura e naturalmente quello ecclesiastico; tra loro quel che rimane di una famiglia dilaniata, veramente ridotta in brandelli umani nel corpo e nella mente, da anni di tensioni, di speranze uccise, di dolori profondi che vanno al di là di qualsiasi immaginazione, e naturalmente di critiche ed attacchi da parte di tutti coloro che non sanno e non possono capire.
    Io non prendo alcuna posizione, osservo e mi rattristo moltissimo, ho solo il massimo rispetto per coloro che ormai da una vita sono sottoposti ad un martellamento mediatico veramente atroce, purtroppo Englaro rappresenta un soldato di prima linea che deve affrontare per primo le raffiche dei poteri per sfondare il fronte ed è quello che paga per tutti quelli che seguiranno.
    Io posso solo donargli i miei pensieri, è poco, ma, in questo frangente, già è per me molto angosciante. Spero veramente per lui e i suoi cari che tutto questo finisca e che in seguito riesca a continuare a vivere con tutta la serenità possibile.

    Saluto triste.

  2. sergio scrive:

    Ogni tanto ripenso al Papà di Eluana, non posso farne a meno.

    E mi chiedo se UNO qualsiasi dei politici, degli opinionisti, degli studiosi dei CASI, degli psicologi, dei giornalisti che devono riempire le colonne dei quotidiani e rotocalchi con un ben determinato numero di parole, degli anchorman che fanno spettacolo e guardano il giorno dopo gli indici di ascolto, degli“uomini esperti in materia”, non so bene di quale però, comunque li chiamano così, che disquisiscono di vita, di morte, di moralità, finanche degli uomini di chiesa, sia anche genitore. (no non è un errore, anche gli uomini di chiesa possono essere dei genitori, nell’ipocrisia ecclesiastica ci sta anche questo).
    Chiedo allora a tutta questa” marmaglia di persone” se per un attimo, ma proprio piccolo piccolo, si sia mai immedesimata nel Papà di Eluana ed in ciò che ha vissuto, sta vivendo e vivrà.

    Prima di fare una qualsiasi considerazione sulla sua vita, sul suo modo di pensare, sul suo modo di agire, sui sentimenti che possa provare, sulla profonda tristezza celata da un’incredibile dignità, sulle sofferenze patite, che indiscutibilmente sono le peggiori, sarebbe bene che ognuno di loro facesse una qualche riflessione e cercasse di mantenere il massimo rispetto, aldilà di qualsiasi considerazione.

    Io sono papà e voglio dirvi cosa provo:

    Il solo pensare che qualcuno entri nella mia coscienza, nei miei pensieri, in quello che mi è più caro al mondo, nella cosa che più di ogni altra mi sta a cuore, quella per la quale darei la vita, che mi voglia insegnare la morale, che parli per anni di cose che non ha mai provato e che oltretutto sono diverse da persona a persona, di quello che di peggio può capitare ad un essere umano, sto parlando della morte di un figlio, e che qualsiasi genitore non vorrebbe mai che gli capitasse, preferendo piuttosto morire, e che in molti casi lo fa soffrire a tal punto che ciò succede realmente, già mi procura una rabbia infinita e come minimo la considero una bassa meschinità.
    Se poi tutto questo è fatto in nome dello spettacolo, della lotta fra i media televisivi per l’indice di ascolto, per assicurarsi sponsor, naturalmente il tutto celato da un finto interesse di risolvere i problemi, della supremazia di un potere sull’altro, beh allora non è solo meschinità, a questo punto io lo considero veramente un delitto, che però dalle “sublimi menti” politiche e religiose non viene nemmeno lontanamente considerato come tale.
    Ehhh………invece i due minuti e trentadue secondi dedicati al politico della destra piuttosto che a quello della sinistra, è un fatto importantissimo, scandalosamente disumano, ci vuole un’interrogazione parlamentare come minimo, pesanti multe e tutto il corredo conseguente fatto di risolini, battutine, frecciatine e smorfie di disapprovazione dei conduttori di telegiornali vomitevoli, che ormai sono da considerarsi alla stregua di Clown, (con il dovuto rispetto per i Clown che fanno bene il loro lavoro e sono da stimare, non da biasimare,……Loro no!).
    Sono tutti dei poveracci! Con i soldi, ma poveracci! Chi non ha coscienza, cuore ed anima è un poveraccio!
    Così come sono poveri di spirito coloro che governano, poveracci ricchi, alcuni molto furbi che fanno i propri interessi, altri ottusamente stupidi che fanno i propri interessi, il tutto gestito da uomini di Chiesa con un’”grande” moralità religiosa, che fanno l’interesse della Chiesa Vaticana! Ricordare che il partito di appartenenza di questi ultimi si dovrebbe chiamare solo “AMORE e ABNEGAZIONE”, è troppo?

    Da quello che succede Forse!

    Ciao Cesare, ciao Stefania che tristezza!!!

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