Oggi mi invento un blog. Fra chiacchiere e confidenze, La disabilità entra nei blog
C’è chi usa questi spazi per lanciare appelli e chi semplicemente desidera chiacchierare un po’, chi li utilizza per far conoscere una malattia e chi lo trova un utile strumento di sensibilizzazione. Pagine, suoni, idee, motivazioni e sensazioni intorno alla comunicazione virtuale: è utile aprire un blog? Ha un impatto sociale? Quali rischi ci sono? Ecco le storie di Bruno, Maximiliano, Salvatore, Cesare e Claudio
BOLOGNA – Tutto se stesso in un blog, o quasi. C’è chi lo usa per far conoscere la propria storia e lanciare appelli, chi semplicemente per chiacchierare, chi per far conoscere una malattia o chi lo trova uno strumento utile per sensibilizzare circa le tematiche che riguardano la disabilità. Potere della rete e delle nuove tecnologie: ai tempi della comunicazione via Internet, che allo stesso tempo moltiplica le possibilità di contatti, accorcia le distanze e unisce dividendo (cioè frapponendo schermi), i blog diventano uno spazio fruibile da tutti, e quindi anche dalle persone disabili. Antonietta La Terza, ad esempio, cantautrice e performer in carrozzina, usa il suo blog per lavoro: per conoscere la sua arte e le date dei suoi spettacoli basta andare su http://antoniettalaterza.wordpress.com.
Conoscicesare.org, invece, è il blog di Cesare Scoccimarro, 45 anni, da 13 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica (sla) e da otto completamente paralizzato. Visita il suo sito quasi ogni giorno, in contatto con il mondo grazie a Stefania, sua moglie, per parlare dei problemi legati alla malattia e del diritto di vivere dignitosamente a casa propria. “Io e mio marito abbiamo aperto il blog nel 2005 per fare opera di sensibilizzazione e denunciare la carenza delle istituzioni – racconta Stefania Bastianello -; prima era un sito. Finora abbiamo avuto 32.000 visitatori e siamo riusciti anche a creare un network di malati di sla e loro familiari: ci chiedono soprattutto informazioni sull’assistenza nelle varie regioni d’Italia, ma con molti di loro si sono creati dei rapporti di amicizia”.
Simile per mission e contenuti è anche il blog contro l’eutanasia di Salvatore Crisafulli, 43 anni, siciliano, risvegliatosi completamente paralizzato (la sindrome diagnosticata è quella di “locked-in”, letteralmente “chiuso dentro”) dopo due anni prima di coma e poi di stato vegetativo permanente in seguito a un incidente stradale avvenuto nel 2003. Anche il suo “spazio virtuale” si batte per il diritto alla vita e all’assistenza (http://salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it). Bruno e Maximiliano, invece, sono due blogger “per passione”, mentre il presidente del Centro documentazione handicap di Bologna usa questo strumento per descrivere un progetto educativo nelle scuole: il progetto Calamaio. Di queste tre storie parliamo direttamente con loro. E buona navigazione! (Michela Trigari)
(18 luglio 2008)
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