Nuovi Lea e Nomenclatore Tariffario: l’appello della Fish

«Siamo preoccupati per i diritti delle persone con disabilità nell’area della salute, pensando in particolare ai servizi abilitativi sociosanitari, alle Malattie Rare e agli ausili tecnologici. Infatti, dopo il ritiro del Decreto della Presidenza del Consiglio sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), approvato nella precedente legislatura, ancora oggi i cittadini con disabilità e le loro famiglie assistono attoniti a una sorta di rimpallo tra Governo e Regioni».
È questo il senso fondamentale della lettera-appello elaborata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – inviata al presidente del Consiglio, al ministro della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociale, al presidente della Conferenza delle Regioni e al coordinatore della Commissione Salute di quest’ultima – documento già sottoscritto da numerose organizzazioni (se ne veda in calce l’elenco). In tal senso l’appello è ancora aperto all’adesione di tutti.

«Nonostante le parole incoraggianti espresse dalle parti dopo la riunione della Conferenza Unificata Stato-Regioni del 4 marzo – si scrive nella lettera – siamo preoccupati per la distanza ancora esistente sulla relazione tra disponibilità delle risorse (tagli del Fondo per circa 7 miliardi), qualificazione della spesa e diritti fondamentali delle persone garantiti dai LEA. Inoltre, leggendo quanto affermato e a cui abbiamo potuto accedere solo attraverso i mass media, sembra che vi sia la possibilità di approvare solo alcuni livelli essenziali. Non tutti, quindi. E stando a quanto raccontano “voci di corridoio” della Conferenza, tra gli esclusi potrebbero essere annoverati quei punti su cui non c’è accordo tra i rappresentanti dello Stato e quelli delle Regioni. Per quanto a nostra conoscenza, ancora oggi non vi è accordo sui prezzi e sulle modalità erogative della parte riguardante gli ausili e le protesi, e quindi il Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili potrebbe essere una vittima annunciata».

Viene richiesto dunque molto senso di responsabilità, alle cariche istituzionali destinatarie del messaggio, «verso i cittadini con disabilità o che vivono la disabilità del proprio congiunto, ma anche nei confronti dei professionisti sanitari, dei centri ausili e di molte stesse aziende produttrici, tutti soggetti i quali attendono dal 1999 che le innovazioni tecniche e tecnologiche possano diventare ausili erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Il tempo trascorso rappresenta un’era intera in campo tecnologico: non è più accettabile il rinvio dell’adozione di tale strumento, ancorché dovuto a interessi che non riguardano il raggiungimento della massima autonomia delle persone con disabilità».
Quasi conseguente il passaggio successivo della lettera-appello: «Un eventuale rinvio comporterebbe la frustrazione delle aspettative delle persone con disabilità e dei loro familiari i quali sarebbero costretti a proseguire nell’acquisto diretto di ausili tecnologici indispensabili alla loro autonomia. Gli stessi operatori dovrebbero continuare a consigliare ausili non contemporanei, svuotando il progetto riabilitativo individuale. I produttori, infine, dovrebbero rivedere il loro piano di sviluppo, ritornando a produrre e a mettere in commercio prodotti datati, con buona pace della necessità di innovazione tecnologica finalizzata alla crescita economica».
«Ci appelliamo quindi a Voi – conclude il documento – affinché il dispositivo normativo contenga il Nomenclatore Tariffario, compreso di modalità erogative e prezzi, per evitare che vi siano venti diverse modalità di garantire un prodotto, negando però l’universalità dei diritti, e di strumenti necessari alla puntuale definizione del repertorio e all’aggiornamento dei codici, come già accade per i farmaci con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), poiché l’innovazione necessita di aggiornamenti costanti e ravvicinati nel tempo».

Anche un’azione dimostrativa concreta è stata poi prospettata dalla FISH, «per ricordare la dimensione della posta in palio a tutte le istituzioni in gioco»: in corrispondenza, infatti, della giornata in cui si avrà la prossima riunione della Conferenza Stato-Regioni, verrà promosso un presidio sotto la sede della stessa.

Come detto, l’appello promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) è ancora aperto alle adesioni di tutti. Finora esso è già stato sottoscritto da:
CSR (Commissione di Studio e Ricerca Ausili Tecnici per Persone Disabili)
Confindustria Federvarie
Assoausili
ADM-Arhea (Associazione Imprese di Ausili per Disabilità Motorie)
AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti)
Associazione Luca Coscioni
SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa)
AITO (Associazione Italiana dei Terapisti Occupazionali)
ANA-ANAP (Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali)
Federsalute di Confcommercio
AIOrAO (Associazione Italiana Ortottisti Assistenti in Oftalmologia)
Anaste (Associazione Nazionale Strutture Terza Età)
Federottica (Associazione Federativa Nazionale degli Ottici Optometristi Italiani)

Da: www.aisla.it

1 Commento a “Nuovi Lea e Nomenclatore Tariffario: l’appello della Fish”

  1. sergio scrive:

    Devo ripetermi?

    Bisogna riverificare attentamente, valutare, capire meglio come al solito, servirà qualche altra richiesta burocratica?

    Ci sono delle contraddizioni in questo nostro bellissimo paese che sopravvivono a qualsiasi uragano, tutto scivola via tranquillamente senza lasciare traccia alcuna, intendo i problemi importanti, quelli invece che riguardano le cazzate sono trattati più e più volte in modo approfondito dai Media.
    Sembra che non vi sia possibilità di fronteggiare questa come altre situazioni! Cose che alle persone normali sembrano ovvie, che non dovrebbero ammettere la minima discussione, soprattutto in un paese che si dichiara a maggioranza cattolica, con governanti quindi che dovrebbero avere la massima attenzione per i più deboli, non hanno avuto il benché minimo cenno nei TG, forse mi è sfuggita la notizia.
    Ma non sento arrivare nemmeno dal Vaticano, sempre così attento ai diritti dei più deboli, alcuna voce “colma” di sdegno, mi basterebbe “un bicchiere mezzo vuoto”, oppure qualche piccola goccia di sdegno, al contrario il Clero è estremamente preoccupato e cerca di dare una giustificazione ulteriore a quanto accaduto per la vicenda del Vescovo Williamson.
    E’ fantascienza, ma è stato detto che il Papa non riesce bene a farsi capire dal popolo, perché troppo abituato a trattare didatticamente ad alto livello i problemi, ( in alto perché è più vicino a Dio? o perché vive tra le nuvole?), che togliere la scomunica non è riprendere il vescovo tra le fila del Clero ed è incredibile che il popolo questo non lo capisca; i pastori delle genti sono sdegnati perché non è stato spiegato bene dai Media questo “meccanismo”, beh perché oggi ci sono i meccanismi, tra un po’ ci saranno le Procedure, le Istruzioni Operative ed il Manuale, così il Vaticano potrà ottenere la Certificazione di Qualità ISO.
    Sarà anche vero, il Vaticano comunica che il vescovo dovrà fare anche un percorso per riabilitarsi totalmente!
    Bene!!! io proporrei qualche anno in fonderia, sotto attento controllo, non si sa mai, con un tipo così potrebbero essere utilizzati gli altiforni in modo “ambiguo”, i proventi del suo lavoro? dati in carità! Mi sembra un buon percorso, non proprio da purgatorio, ma abbastanza accettabile, magari con visita finale guidata a Dachau, Auschwitz, Mauthausen e Birkenhain!
    Siamo passati dal dialetto politichese ai cavilli utilizzati dagli avvocati nei tribunali per fare assolvere non dico Chi, alla fine si potrebbe anche fare un condono, o cambiare direttamente la legge “divina”.
    Gesù Cristo sapeva farsi capire da tutti, ma soprattutto dai più umili e“ignoranti”, le sue parole erano per quelli dimenticati, Lui non era un didattico!!!
    Mi sembra che ci sia in giro un altro che ogni tanto ne spara qualcuna delle sue e poi tutto il contorno di servi corre ai ripari a dare delle diverse interpretazioni giustificative. Negli altri paesi invece sono più avanti, l’hanno già molto apprezzato, gli hanno conferito l’Oscar per il miglior clown del Circo di Montecitorio.
    La legge per i Nuovi Lea e Nomenclatore Tariffario può attendere ed essere modificata tranquillamente, se vi saranno soldi! Le donne poi andranno in pensione a settanta anni, però senza soldi per vivere decentemente, a meno di farsi una pensione privata con le banche che con i fondi pensionistici dimezzano i risparmi, in compenso un’ex Presidente della Camera a cinquanta anni percepirà 6000 euro di vitalizio, perché si è svenata e sacrificata, mentre tutti gli altri politici, nel medesimo modo hanno ed avranno pensioni da favola e non pensano minimamente di togliersi questi privilegi. Ma è l’Europa che ci chiede ciò, per cui non si può rimandare ulteriormente la riforma pensionistica ( un’altra), è un dovere, peccato che l’Unione Europea ci chieda tanti altri diritti, che però il governo ignora totalmente.
    E Voi poveri invisibili siete un pochino preoccupati per i Nuovi Lea, viviamo in un paese così!, un paese dove non ci sono risorse, ma con un numero di auto blu smisurato, con privilegi che i politici, tutti, difendono ad ogni costo, dove occorre fare tanti sacrifici, dove si vive molto di più e perciò bisogna lavorare più a lungo, peccato che di lavoro (onesto) ce ne sia sempre meno, dove un “giovane” di quaranta o cinquanta anni, se riesce a trovare un contratto di lavoro, è di tre o sei mesi. Però se sei donna “volonterosa” e hai un bel popò, o se sei disposta a fartelo rifare di silicone e conosci le persone giuste, un contratto succulento lo puoi trovare e poi magari finisci anche alla Camera dei Deputati a fare quello che ti dicono di fare, non dico cosa!, così farai parte della quota rosa!
    A volte riflettendo divento un po’ triste, non vedo molte vie da percorrere, sono sbarrate, ci sono troppe cose che bloccano le iniziative, i media poi cambiano proprio il cervello alle persone.
    Cosa dire, tutti sono più interessati alla “famosa” donna di mondo che ha avuto un malore alla fattoria, o a chiunque altro partecipi ad un reality, sento che in giro se ne parla come se fossero dei problemi fondamentali per il nostro avvenire.
    Forse occorrerebbe fare un reality anche per vedere come sopravvive una persona disabile, ma penso che avrebbe uno share basso, poi lo farebbero alle tre di notte.
    Io devo essere un po’ stupido, perché non capisco proprio, forse c’è troppa didattica ai nostri tempi!

    Ciao!

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