A OSPEDALE COLLETTA DI ARENZANO (GENOVA) NUOVA STRUTTURA PER MALATI SLA
(ASCA) – Genova, 27 mar – Sara’ collocato all’ospedale la Colletta di Arenzano la nuova struttura di neuroriabilitazione per i malati di Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale della Liguria su proposta del presidente, Claudio Burlando e dell’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, con il parere positivo della direzione della Asl 3 Genovese, insieme al convenzionamento di nuovi posti letto presso l’hospice di Albaro in via Montallegro che verra’ gestito dall’associazione Gigi Ghiotti.
La decisione odierna segue l’accordo che era stato siglato nel febbraio scorso tra l’assessorato alla Salute della Regione Liguria, l’associazione Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), la ASL 3 Genovese, il dipartimento di neuroscienze dell’ospedale San Martino di Genova e l’associazione Gigi Ghirotti di Franco Henriquet sull’individuazione delle strategie per una migliore diagnosi e cura della SLA.
”Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente Burlando – e’ quello di cercare di dare alcune risposte ai 130 liguri colpiti dalla SLA, attraverso l’istituzione di un centro ambulatoriale e lo stanziamento di finanziamenti per convenzionare una parte dei posti letto previsti dell’hospice di Albaro di prossima apertura”. Proprio per i malati terminali la Giunta ha stanziato per il 2009 circa 1 milione di euro per l’hospice di Genova Bolzaneto, gia’ attivo, a cui si aggiungono un altro milione di euro per le cure domiciliari per i soggetti affetti da patologie oncologiche e 650mila per i malati di Aids.
E’ questo l’ultimo atto di un impegno regionale che si e’ concretizzato con l’avvio della rete per le cure palliative, coordinate a livello regionale da una struttura presso l’IST di Genova, 92 letti previsti in tutta la regione e un costo complessivo di 8 milioni e 400mila euro. ”L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo – e’ quello di integrare i servizi distrettuali, ospedalieri, sanitari e sociali pubblici e privati dedicati alle cure palliative con personale formato e dedicato a questa attivita’ a tempo pieno”.
Fonte: AISLA Onlus