Voto domiciliare. Solo 23 richieste nelle sette maggiori città d’Italia

Tre richieste a Roma, quattro a Napoli, una a Genova, ancora tre sia a Torino che a Bologna, nove a Milano e nessuna a Palermo. Barbieri (Fish): “C’è stata poca informazione, ma quando è possibile sempre meglio uscire di casa”

ROMA – Nessuna a Palermo, tre a Roma, Torino e Bologna, quattro a Napoli, una a Genova e nove a Milano. Le richieste di voto da casa ammesse per le cosiddette persone “intrasportabili” quasi si contano sulle dita delle mani. Nonostante l”approvazione della recentissima legge sull’estensione del diritto di voto a domicilio alle prossime consultazioni europee, amministrative e referendarie anche ad altre categorie di elettori che a causa della loro infermità non possono allontanarsi dall”abitazione (legge n. 46 del 7 maggio 2009), nemmeno i maggiori comuni d’Italia hanno fatto registrare numeri significativi. E la Direzione centrale dei servizi elettorali del Ministero dell”Interno non dispone ancora dei dati aggregati a livello provinciale.

“Meno male”, commenta Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap). Il numero esiguo, almeno per una volta, “è un fatto positivo; magari c’è stata poca informazione, ma il dato oggettivo è un altro: significa che le persone disabili, anche le più gravi, per fortuna escono di casa”. Evidentemente le elezioni non rappresentano solo un diritto, “ma sono anche un momento di socializzazione”, continua Barbieri. “Ben venga una legge che tuteli anche solo pochissime persone, ma il dato reale è che anche chi sta attaccato a un respiratore o è malato di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) vuole andare a votare e lo fa”.

Il termine per presentare domanda per essere ammessi a beneficiare del voto domiciliare è scaduto il 18 maggio per la tornata elettorale del 6 e 7 giugno – quindi le persone che non possono allontanarsi da casa a causa di gravi infermità hanno avuto a disposizione solo pochissimi giorni di tempo per farne richiesta – mentre la data ultima per l’eventuale ballottaggio e per il referendum è scaduta l’1 giugno. Ma a Milano, visto il numero esiguo di persone che hanno fatto domanda, hanno accettato anche la richiesta di voto di un’ultracentenaria “fatta fuori tempo massimo”, fanno sapere dall’Ufficio elettorale.

Fonte: www.superabile.it

2 Commenti a “Voto domiciliare. Solo 23 richieste nelle sette maggiori città d’Italia”

  1. Angelo Mosca scrive:

    Ciao a Cesare e a Stefania.
    Credo che questi avvenimenti siano dovuti tanto alla mancata informazione quanto alla manacnza di volontà. Credo che molte delle presone allettate o, perlomeno, immobili e incapaci di muoversi non credono ”valga la pena” votare, perché si presenta come una sorta di perdita di tempo e sforzi (non solo fisici). Quindi anche la mancanza di volontà e di capacità di lottare (cose che credo tu abbia e abbia avuto abbondantemente) influenzano scelte simili. Parlo non perché io abbia diretta esperienza in merito, ma perché so come è fatto il mondo (almeno l’Italia) oggi.
    Naturalmente non metto in dubbio che esistano persone come te, Cesare, capaci di non arrendersi e di non dire “tanto cosa ci guadagno” davanti a situazioni così.

    Angelo 95

    P.S. Io ho tredici anni, e sono nato nel (19)95

  2. sergio scrive:

    Ciao Angelo,
    sono stato molto colpito dal tuo commento, solitamente non dialogo mai con chi scrive sul blog di Cesare, perché penso che siano pensieri diretti personalmente a Lui e quindi considero solo un’intromissione il mio commento, ma per Te farò un’eccezione, perché considero importante dirti poche cose, che però sono alla base della dignità umana e poi perché sono stato bene impressionato da quanto Tu hai scritto e soprattutto perchè, per la tua giovane età, rappresenti tu stesso un’eccezione!
    In questo paese dove i media sembra ormai abbiano piegato a loro uso e consumo tutti quanti i nostri pensieri, è importante che almeno siano salvaguardati i diritti fondamentali di tutti gli esseri umani, con particolare attenzione per coloro che sono più fragili.
    La cosa più importante è che possa sempre esserci la libertà di pensiero, che è uno dei principi fondamentali della carta dei diritti umani, quello che in seguito ogni persona vorrà fare, è cosa che riguarda la coscienza del singolo, ma è essenziale il poter scegliere ed essere liberi di esprimere il proprio pensiero, questo è alla base di una vera democrazia ed è ciò che si deve difendere a tutti i costi, anche se in tutti i modi chi ci governa tende sempre più ad imbrigliare il pensiero delle persone!
    Esiste una libertà fisica ( di movimento), che tutti quanti percepiscono facilmente perché visibile, ma ne esiste una mentale che la maggior parte degli esseri umani non vede, che è altrettanto importante, anzi per alcuni esseri umani è essenziale per poter vivere, e questo lo si capisce solo quando la si perde!
    Ecco volevo dirti solo queste poche cose, che hanno sempre fatto molto riflettere uno come me che ha un po’ più di anni di Te, sembrano banali, ma se osservi ciò che accade, il più delle volte silenziosamente, puoi verificare che a distanza di tempo, lentamente, i diritti, a volte conquistati con il sangue, si perdono e quindi è importante difenderli, sempre!!!

    Un abbraccio a Cesare e Stefania che hanno fatto del loro pensiero una bandiera a difesa di tutte le persone fragili, che sono un esempio da seguire e che, con la loro volontà, danno la forza ad altri esseri umani di continuare a vivere!

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