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	<title>Commenti a: Inclusione e nuove professioni: assumere un assistente personale</title>
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	<description>Il blog di Cesare Scoccimarro</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Dec 2010 17:31:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: sergio</title>
		<link>http://www.conoscicesare.org/2009/06/25/inclusione-e-nuove-professioni-assumere-un-assistente-personale/#comment-4509</link>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 06:40:15 +0000</pubDate>
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		<description>E’ questo un articolo che meriterebbe veramente un approfondimento e un lungo dibattito, però costruttivo, non come quelli a cui assistiamo normalmente sui media, dibattiti litigiosi e stracolmi di dialetto politichese, basati sugli interessi di partito, e che si arrivasse infine ad una proposta seria e risolutiva, che toccasse veramente tutti i punti citati e proponesse la loro soluzione.
Direi quasi impensabile nel nostro paese!
Una “nazione” in cui i politici si sono costruiti ad hoc una propria realtà totalmente diversa da quella del paese che dovrebbero governare, una realtà al di sopra di ogni cosa, fatta soprattutto di privilegi economici e sociali, perfino la giustizia, che dovrebbe essere uguale per tutti, almeno sulla carta costituzionale e per quanto è scritto su quella dei diritti umani, per loro è una cosa completamente diversa. Ora problemi così importanti, con i quali le persone fragili hanno a che fare normalmente e che sono alla base di una vita dignitosa, sono risolti come ho già detto in più occasioni ed ogni volta che leggo di queste argomentazioni non posso fare a meno di ripercorrere il difficile cammino fatto negli anni per l’assistenza ai miei cari, i bocconi amari ingoiati, ed il mio pensiero, in questi casi, va a coloro che stanno vivendo queste dure realtà.
Il problema assistenziale sta sempre più espandendosi, ma la sua soluzione è lasciata al singolo, o nel migliore dei casi ai famigliari, che devono affrontare problemi economici, morali, sociali, la cui soluzione è spesso lasciata ad un incontro fortunato con la persona giusta o al caso, sempre dopo comunque tanta disperazione.
Allora nascono qui tutti i problemi che poi trovano la soluzione solo personale del singolo caso, non vedo una proposta organizzativa da parte dello stato “sociale” per una definizione seria delle realtà che le persone fragili si trovano a vivere.
Allora c’è chi si arrangia col vicino, chi con qualche volontario, chi con badanti clandestine, solo chi economicamente può permettersi di pagare l’assistenza adeguata risolve il problema, gli altri navigano ai margini della “giustizia lavorativa”, con aggiustamenti e arrangiamenti affidati solo alla casualità, un po’ poco per essere considerati veramente validi.
Non sono un addetto ai lavori e mi scuso per le mie opinioni che possono essere anche sbagliate, ma trovo fondamentale la figura dell’assistente personale, una figura che faccia da tutore ed amministratore di sostegno, un po’ care giver e nel migliore dei casi, anche un po’ “amica”.
Persone con queste caratteristiche, oltre che avere innate delle doti di assistenza, andrebbero poi, a mio parere, preparate e sostenute nel loro percorso, ma forse sono andato un po’troppo avanti.
I politici si fermano un po’ prima, fanno come lo struzzo, i problemi preferiscono non vederli, magari qualche breve accenno in campagna elettorale, poi ci si dimentica in fretta, con qualche Tg ed un’informazione “appropriata”, i problemi svaniscono!

Un abbraccio a Stefania che queste cose le capisce bene perché le ha vissute sulla propria pelle!!!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ questo un articolo che meriterebbe veramente un approfondimento e un lungo dibattito, però costruttivo, non come quelli a cui assistiamo normalmente sui media, dibattiti litigiosi e stracolmi di dialetto politichese, basati sugli interessi di partito, e che si arrivasse infine ad una proposta seria e risolutiva, che toccasse veramente tutti i punti citati e proponesse la loro soluzione.<br />
Direi quasi impensabile nel nostro paese!<br />
Una “nazione” in cui i politici si sono costruiti ad hoc una propria realtà totalmente diversa da quella del paese che dovrebbero governare, una realtà al di sopra di ogni cosa, fatta soprattutto di privilegi economici e sociali, perfino la giustizia, che dovrebbe essere uguale per tutti, almeno sulla carta costituzionale e per quanto è scritto su quella dei diritti umani, per loro è una cosa completamente diversa. Ora problemi così importanti, con i quali le persone fragili hanno a che fare normalmente e che sono alla base di una vita dignitosa, sono risolti come ho già detto in più occasioni ed ogni volta che leggo di queste argomentazioni non posso fare a meno di ripercorrere il difficile cammino fatto negli anni per l’assistenza ai miei cari, i bocconi amari ingoiati, ed il mio pensiero, in questi casi, va a coloro che stanno vivendo queste dure realtà.<br />
Il problema assistenziale sta sempre più espandendosi, ma la sua soluzione è lasciata al singolo, o nel migliore dei casi ai famigliari, che devono affrontare problemi economici, morali, sociali, la cui soluzione è spesso lasciata ad un incontro fortunato con la persona giusta o al caso, sempre dopo comunque tanta disperazione.<br />
Allora nascono qui tutti i problemi che poi trovano la soluzione solo personale del singolo caso, non vedo una proposta organizzativa da parte dello stato “sociale” per una definizione seria delle realtà che le persone fragili si trovano a vivere.<br />
Allora c’è chi si arrangia col vicino, chi con qualche volontario, chi con badanti clandestine, solo chi economicamente può permettersi di pagare l’assistenza adeguata risolve il problema, gli altri navigano ai margini della “giustizia lavorativa”, con aggiustamenti e arrangiamenti affidati solo alla casualità, un po’ poco per essere considerati veramente validi.<br />
Non sono un addetto ai lavori e mi scuso per le mie opinioni che possono essere anche sbagliate, ma trovo fondamentale la figura dell’assistente personale, una figura che faccia da tutore ed amministratore di sostegno, un po’ care giver e nel migliore dei casi, anche un po’ “amica”.<br />
Persone con queste caratteristiche, oltre che avere innate delle doti di assistenza, andrebbero poi, a mio parere, preparate e sostenute nel loro percorso, ma forse sono andato un po’troppo avanti.<br />
I politici si fermano un po’ prima, fanno come lo struzzo, i problemi preferiscono non vederli, magari qualche breve accenno in campagna elettorale, poi ci si dimentica in fretta, con qualche Tg ed un’informazione “appropriata”, i problemi svaniscono!</p>
<p>Un abbraccio a Stefania che queste cose le capisce bene perché le ha vissute sulla propria pelle!!!!!!!!!!!</p>
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