Censis: in Italia una famiglia su dieci dipende dalla badante

Rispetto al 2001 lavora nel nostro Paese il 37 per cento in più di personale per l’assistenza domestica per un dato totale di 1 milione e 485 mila tra colf e badanti. Uno studio dell’istituto di ricerca fa il quadro della situazione italiana. Oltre la metà delle badanti accudisce gli anziani, una su tre assiste una persona non autosufficiente o fornisce specifica assistenza medica a uno o più membri della famiglia.

ROMA – Una famiglia italiana su dieci è badante-dipendente. Rispetto al 2001 lavora nel nostro Paese il 37 per cento in più di personale per l’assistenza domestica per un dato totale di 1 milione e 485 mila di colf e badanti in Italia, di cui il 71,6 per cento di origine immigrata. Queste ultime lavorano in media 35 ore alla settimana e guadagnano circa 930 euro netti al mese. La maggioranza lavora per una sola famiglia, il 42 per cento trova impiego in media presso 3,2 famiglie. Sono questi alcuni dei primi dati di un’indagine del Censis, che verrà presentata nel mese di ottobre, sul profilo dei collaboratori domestici che costituiscono ormai un tassello fondamentale dell’articolazione del nostro sistema di welfare e un elemento insostituibile della gestione familiare. Infatti, sono ormai 2 milioni e 451 mila le famiglie che ricorrono a un collaboratore domestico o all’assistenza per un anziano o un disabile, ovvero il 10 per cento delle famiglie italiane.

Il 35 per cento delle badanti straniere vive stabilmente presso la famiglia per cui lavora, dove si occupa dell’organizzazione della vita quotidiana a 360 gradi: la gran parte si dedica alla pulizia della casa o della preparazione dei pasti, circa la metà di loro accudisce gli anziani, il 32 per cento assiste una persona non autosufficiente, il 29 per cento fornisce specifica assistenza medica a uno o più membri della famiglia. Più di un terzo dichiara, inoltre, che il proprio lavoro consiste anche nel fare compagnia a un membro della famiglia. Se il futuro del nostro welfare sembra ormai consolidarsi attorno al ruolo chiave di decine di migliaia di lavoratori invisibili, continua il Censis, occorre chiedersi in quale modo il sistema intenda garantire anche a loro una prospettiva di vita stabile e sicura nel nostro Paese.

Un’esigenza che non può essere trascurata, considerato che più di un terzo delle badanti straniere può pensare a un progetto di vita in Italia – in quanto si tratta di cittadine di un Paese membro dell’Unione europea, hanno preso la cittadinanza italiana o hanno ottenuto la carta di soggiorno – ma il resto deve confrontarsi con il periodico rinnovo del permesso di soggiorno o si trova in condizione di irregolarità. E ciò malgrado si tratti di persone che vivono ormai stabilmente in Italia, in media da 7 anni e mezzo, e svolgono tale attività mediamente da 6 anni e 5 mesi. In effetti, una buona quota di badanti inizia ad essere avanti con l’età: il 13 per cento ha più di 50 anni, il 29 per cento tra 41 e 50 anni. Anche se la maggioranza resta al di sotto della soglia dei 40 anni: il 18 per cento ne ha meno di 30 e il 39 per cento ha tra 30 e 40 anni.

(13 agosto 2009)
fonte: www.superabile.it

1 Commento a “Censis: in Italia una famiglia su dieci dipende dalla badante”

  1. Bruno scrive:

    Probabilmente le “badanti” sono attualmente la categoria professionale più numerosa e di grande importanza sociale per la qualità della vita di tanti cittadini italiani (gli Assistenti familiari sono più della somma di Medici e Infermieri). In un mercato del lavoro trasparente, bisognerebbe che alla domanda (il bisogno di assistenza) corrispondesse un’offerta (spesso invisibile) con adeguate garanzie di competenza professionale.
    Che tipo di percorso formativo hanno gli Assistenti familiari per rispondere a richieste talora molto complesse ?
    Perchè per loro non valgono nella nostra economia capitalistica le famose regole del “libero” mercato ?

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