Veneto, approvata legge su fondo non autosufficienza – Per il 2009 quasi 700 milioni euro
Il Consiglio regionale del Veneto ha finalmente approvato lo scorso 26 novembre la legge regionale sulla non autosufficienza.
Il nuovo fondo sarà alimentato dai capitoli di bilancio destinati ai non autosufficienti, dalle assegnazioni dello Stato destinati alle persone non autosufficienti, dai contributi degli enti locali, da lasciti, donazioni e da eventuali altre risorse messe a disposizione da soggetti pubblici e privati, da una quota dell’addizionale Irpef da determinarsi annualmente e da eventuali ulteriori entrate da determinarsi con successive leggi, nonché dai proventi e dagli interessi della gestione del fondo stesso. Con tali risorse la Regione Veneto si impegna a garantire servizi e assegni di cura a tutte le persone non autosufficienti del proprio territorio, secondo modalità e criteri stabiliti dalla Giunta e in base ai piani individualizzati di cura messi a punto dalle Ulss di residenza.
Il percorso della legge, che nasce all’inizio della legislatura da una duplice iniziativa dell’Udc e del centrosinistra, sollecitata da oltre 200 mila firme raccolte da associazioni e sindacati, è stato particolarmente travagliato in Consiglio regionale, nonostante il voto unanime con cui la commissione l’aveva licenziata il 23 febbraio scorso. Tre i nodi principali: 1) la previsione iniziale di riservare le prestazioni del fondo solo ai nati in Veneto e a chi vi risiede da almeno cinque anni; 2) la misura delle prestazioni; 3) l’ammontare delle risorse del fondo. I primi due nodi sono stati risolti demandando alla Giunta il compito di definire i requisiti dei beneficiari e gli indirizzi per stabilire i criteri di compartecipazione alla spesa degli assistiti, chiarendo tuttavia che i disabili che frequentano i centri diurni e i servizi semiresidenziali non siano tenuti a pagare ticket o compartecipazioni. Il terzo nodo è stato affrontato confermando la destinazione di una quota del gettito addizionale Irpef al fondo per i non autosufficienti e aggiungendovi la previsione di eventuali ulteriori entrate da determinarsi con successive leggi regionali: “Partiamo oggi da una dotazione di 680 milioni di euro, oltre ai quali vanno considerati i 700 milioni delle indennità di accompagnamento pagate dall’INPS alle persone non autosufficienti o disabili del Veneto – ha spiegato l’Assessore regionale alle Politiche Sociali, Stefano Valdegamberi – Si tratta di risorse che provengono dal riparto statale per i livelli essenziali di assistenza e del fondo nazionale per le politiche sociali. Nella prossima legislatura si dovrà definire come i cittadini veneti potranno intervenire per alimentare la dotazione finanziaria del fondo. Servirà un ulteriore modesto sforzo da parte di tutti per fare in modo che le famiglie non si trovino sole e costrette a impoverirsi per gli elevati costi di fronte al sopravvenire di una condizione di non autosufficienza (che aumenterà a causa dell’innalzamento dell’età media della popolazione). Mi riferisco ai costi per l’integrazione della retta di ricovero o per l’assistenza familiare o per lo sviluppo di progettualità di vita indipendente per le persone disabili. Il mio personale auspicio e la mia convinzione politica è che, entro ragionevoli limiti di reddito, i costi sociali supportati dai familiari dei non autosufficienti, possano essere coperti dal fondo. Perché ciò sia, occorrerà reperire almeno altri 500 milioni di euro annui: una cifra enorme, soprattutto perché si tratterà di risorse regionali. La previsione di un’entrata ad hoc a favore delle non autosufficienza è condivisa dalle forze sociali, ma dovrà essere ponderata anche in riferimento all’ attuale e futura situazione economica del Paese”. Tra le novità previste dalla legge: il conteggio nel fondo delle risorse comunali stanziate per la non autosufficienza, la possibilità di ricevere contributi dalle Fondazioni bancarie e da liberalità di singoli cittadini.
FONTE: REGIONE VENETO