Il mio progetto

La missione è di garantire al malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) l’ Assistenza di cui ha bisogno al proprio domicilio, tutelando il diritto alla “Normalità (*)”, il diritto alla “Famiglia (*)”, il diritto alla “Differenza (*)”, il diritto al “Futuro (*)” e traguardando il principio di “Vita Indipendente”

(*) Dalla Carta dei Diritti del Malato Art. 8, 9, 10, 13

L’idea nasce, oltre che dal vedere rispettati i diritti inalienabili del malato, sanciti dalla Carta dei Diritti del Malato e dal Principio di Vita Indipendente, dal noto Principio di Sussidiarietà.

Si riporta uno stralcio dell’intervento di Roberto FORMIGONI al Convegno: “SANITA’ E ASSISTENZA: MODELLI DI INTEGRAZIONE TERRITORIALI NEL QUADRO DELLA SUSSIDIARIETA’”

“Sussidiarietà significa che non si può più partire dallo Stato per arrivare agli individui, alle persone, ma si tratta esattamente di rovesciare il cammino: partire dalle persone, comprendendo che la sovranità, il potere, il diritto risiedono nella persona e che attraverso deleghe successive si può arrivare allo Stato.
Questo vale sia nel senso della sussidiarietà orizzontale - laddove si tratta di riconoscere innanzi tutto il potere dei cittadini di agire secondo le loro capacità, delegando eventualmente alle istituzioni quello che essi non riescono o non possono fare - e vale nel senso della sussidiarietà verticale - tutti i poteri alle comunità di cittadini che delegano ai Comuni, alle Province, alle Regioni e poi allo Stato, all’Unione Europea quello che non riescono a fare.
Siamo di fronte a un opposto punto di partenza da cui deriva un itinerario diverso anche per quanto attiene al soddisfacimento del bisogno di sicurezza sociale.
(…)
Permettetemi un esempio. Il bisogno di salute, il bisogno di assistenza in caso di incapacità a provvedere da sé a necessità essenziali sono bisogni primari non meno, ad esempio, dell’alimentazione. Ebbene oggi nei moderni paesi industrializzati il bisogno primario di liberarsi dalla fame viene soddisfatto in modo flessibile ed efficacissimo da un sistema che non è minimamente governato dalle istituzioni, bensì dalla domanda degli utenti e sarebbe considerato un matto qualcuno che oggi sostenesse che le cose andrebbero meglio se lo Stato provvedesse al razionamento degli alimentari. Siamo sicuri che il tema della sanità e dell’assistenza siano così diversi dal tema del pensare al proprio sostentamento alimentare?
La sussidiarietà è, dunque, quel grande principio di organizzazione socio-politica secondo cui occorre partire dal primato delle formazioni della società civile: famiglie, comunità locali, associazioni di lavoratori, cooperative, ecc., le quali devono poter agire per libera scelta, secondo un’ispirazione solidale a vantaggio del bene comune.
Il primato di queste formazioni della società civile è innanzi tutto storico, in quanto ormai da diversi secoli la tradizione sociale nel nostro paese ha generato opere di assistenza, ospedali, opere culturali fatte da aggregazioni di persone a servizio di altre persone. “

I capisaldi della mia proposta possono essere così riassunti:

  1. Il costo per gestire il malato di SLA al proprio domicilio è inferiore al costo di un ricovero in un Istituto;
  2. Non esistono, almeno in Milano, Istituti di Ricovero in grado di gestire un Paziente con SLA nella fase più avanzata della patologia;
  3. La gestione al Domicilio comporta infiniti benefici fisici e psicologici per il malato e per la Famiglia;
  4. Gestire il malato di SLA al domicilio, anzichè in Istituto, permette ricoveri per altre patologie, migliorando altresì la qualità del servizio offerto all’utenza;
  5. La gestione al domicilio potrà essere estesa al altre tipologie di paziendi con benefici qualitativi e quantitativi per tutta la Comunità;

Tutti i temi sopra esposti vengono ampiamente sviluppati in un documento di “Business Plan”, che, per ovvi motivi, non posso pubblicare sul sito.